Luoghi di caccia dei segugi dell'AriolaSono Luca Bernardelli titolare dell'allevamento amatoriale del segugio italiano dell " ARIOLA ", abito a Castelmassa in provincia di Rovigo e provengo da una famiglia di allevatori di bovini e cavalli da corsa.

Della numerosa famiglia, gli zii paterni esercitavano la caccia alla quaglia e agli anatidi, utilizzando esclusivamente degli spinoni mentre il nonno materno, con i fratelli e i nipoti, cacciava solo la lepre con segugi.

Io li seguivo attratto più dal lavoro dei cani che dalla caccia come abbattimento del selvatico.

Emozioni forti, ma mai come quando in allevamento nasceva un vitello o un puledro o un cucciolo.

 

Subito il pensiero correva a quanto avrebbe prodotto o a quanto avrebbe corso o cacciato, questa mia innata passione di allevare e selezionare mi ha portato sin da giovane a partecipare con i miei soggetti (bovini e cavalli) a diverse rassegne zootecniche e competizioni.

I cani venivano allevati dal nonno e dagli zii in numero molto limitato e per uso strettamente personale, mai un cucciolo è stato venduto o regalato.

Nel 1981,appena terminato il servizio militare, sono stato contattato dal direttore tecnico dell’a.n.a.f.i. (associazione nazionale allevatori razza frisona italiana) che mi chiedeva la disponibilità ad iniziare l’iter formativo per svolgere  la mansione di ispettore zooteccnico.

Coincidenza fatale, i miei istruttori furono, Carlo Boschini e Dante Baldrighi.

Il primo noto lepraiolo del mio paese, il secondo appassionato segugista di Cremona, giudice,  allevatore e vicepresidente della s.i.p.s. negli anni sessanta.

L'iter formativo fu breve e si concluse con la mia abilitazione ad esercitare la professione di ispettore zootecnico; contestualmente iniziai ad andare a caccia con Carlo.

Le mie continue visite ad allevamenti di frisone in tutta Italia portavano il mio occhio e orecchio a capire se in cascina c’era qualche segugio o in alternativa  qualcuno in zona che ne potesse avere.

Parecchie delle mie prime trasferte si concludevano con il portare a casa  un cucciolo, con esiti venatori non sempre soddisfacenti, anzi il più delle volte vere e proprie delusioni.

Da qui ho iniziato ad allevare, privilegiando il segugio italiano  a pelo raso nero focato.

Dopo aver frequentato per più di vent’anni Prove di Lavoro ed Esposizioni, conseguendo importanti risultati, nel 2007 ho maturato, la sofferta, ma convinta decisione di non partecipare più a nessuna di queste manifestazioni.

Pur nel rispetto di chi vi aderisce, soprattutto alle prove di lavoro, ritengo che siano altri e ben diversi metodi e criteri per valutare il lavoro di un cane.

Attualmente, più di una qualifica o di un titolo assegnato, ritengo fondamentali per il miglioramento del mio allevamento, le osservazioni positive e negative di chi utilizza direttamente i miei soggetti in campo venatorio.